Alla morte del titolare di un conto corrente si apre la questione della successione ed una particolare procedura per gli eredi.
I correntisti nel nostro Paese sono ormai milioni. Secondo gli ultimi dati, circa tre italiani su quattro hanno aperto un conto corrente presso una banca o le Poste. Questi strumenti di risparmio consentono di effettuare varie operazioni, non solo legate ai pagamenti.
Una questione spinosa riguarda la successione dei conti correnti al momento della morte del titolare. Secondo l’ordinamento italiano, difatti, al decesso del soggetto titolare di un conto corrente scatta una precisa procedura per permettere il trasferimento dei fondi rimanenti agli eredi. La procedura in questione varia per quanto riguarda i conti correnti cointestati, ossia con uno o più intestatari.
Un conto corrente cointestato è uno strumento di risparmio i cui titolari sono due o più persone (fisiche o giuridiche), tutte dotate degli stessi diritti nella gestione del conto per quanto riguarda le operazioni, i risparmi da accumulare, versamenti e prelievi.
I conti correnti cointestati si dividono sono di due tipologie: a firma disgiunta e a firma congiunta. Il primo prevede che ogni cointestatario può effettuare qualsiasi tipo di operazioni senza la controfirma dell’altro cointestarlo per autorizzarle. Questa tipologia di conto è molto spesso scelta dalle coppie per gestire i risparmi. Il conto a firma congiunta, invece, prevede la firma di tutti i cointestatari per effettuare qualsiasi operazione.
Nell’asse ereditario non è raro possano rientrare anche i conti correnti. In questo caso, si apre una specifica procedura per gli eredi: l’istituto bancario, alla morte del titolare, blocca i conti sino a quando non vengono individuati gli eredi legittimi per evitare operazioni non autorizzate, ad eccezione, in alcuni casi, di quelle finalizzate al pagamento delle spese funebri o di debiti pregressi del defunto.
Per sbloccare il conto e ricevere i fondi presenti, gli eredi dovranno presentare alla banca una documentazione specifica: certificato di morte; atto notorio (documento che individua gli eredi legittimi); dichiarazione di successione (che non deve essere presentata per patrimoni inferiori non superiori ai 100mila euro e che non comprendono immobili).
La procedura appena descritta, varia per quanto riguarda i conti cointestati. Se il conto è a firma congiunta, la banca procede al blocco dello strumento di risparmio, mentre se a firma disgiunta il blocco riguarderà solo la parte della persona defunta.
In quest’ultimo caso, la procedura per l’individuazione degli eredi riguarderà solo la parte intestata al de cuius, mentre gli altri cointestatari potranno effettuare operazioni regolarmente. Conclusa la successione, sarà, però, necessario estinguere il rapporto cointestato con la persona defunta.
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